23 feb. 2011

La mia Jacuzzi sta con Gheddafi (è che ero tanto stressato dal logorio della vita moderna)

Se c’è una cosa che mi fa schifo è l’ipocrisia. E la bontà. Da alcune settimane ci siamo tutti scoperti, patrioti della libertà, della democrazia e della rivoluzione. Per la primavera estate, dopo che l’ultimo disco di Lady Gaga a quanto pare è scadente si prevede che questo sarà lo stile vincente. Ed eccoci a scoprire che Mubarak era un dittatore, Gheddafi non ne parliamo neanche, e che in tutti i paesi medio orientali che si affacciano sul mediterraneo c’erano insopportabili regimi che affossavano i diritti umani. Mannaggia! Nessuno però che si ricordi che quei regimi erano stati voluti, protetti e finanziati da noi. Che ci piaceva tanto andare a inumidire i nostri costumi da bagno a Sharm-El Sheikh proprio perché non era l’Iran. Che erano il baluardo contro il terrorismo islamico, grande nemico dell’Occidente nelle collezioni autunno inverno e primavera estate, di alcuni anni fa (con grande esito). Da alcuni giorni il prezzo del petrolio (quello che consumiamo noi) sta salendo alle stelle, segno evidente che quello che sta succedendo non è a nostro vantaggio. Però poco conta. In questo mondo emozionale e “carino”, e “grazioso” e “pucci pucci”, l’importante è essere sempre dalla parte dei buoni. Così, dopo decenni di controllo su questi paesi al solo scopo di fare i nostri interessi (che è da stronzi e da cinici ma che è qualcosa), in un batter d’occhio eccoci trasformati in paladini della libertà. Non è che mi sia simpatico Gheddafi che bombarda i manifestanti (anche se bisogna riconoscere la radicale originalità), ma non sono disposto a dimenticarmi che il petrolio e il gas che compravamo da lui l’ho utilizzato per illuminare la mia cenetta macrobiotica, vedermi i personaggi di un film di Ingmar Bergman che affrontano la problematica del “silenzio di Dio” e rammollirmi nella mia Jacuzzi. E me ne sono altamente fottuto da dove veniva tutta quella energia di cui necessitavo (è che ero tanto stressato dal logorio della vita moderna e queste cose mi rilassavano… sapete?).
Detesto l’ipocrisia perché l’ipocrita guarda sempre agli altri e mai a se stesso. Giudica, pontifica, ha sempre una parola su ogni argomento. E qualsiasi cosa succeda lui è sempre al di sopra e al di fuori da questi giudizi. E allora sai che vi dico? Io faccio parte di un sistema economico, culturale e sociale tra i più egoisti e cinici che si sia mai visto sulla faccia della Terra. Ci vivo dentro, ne approfitto e ci gozzoviglio. Pero almeno mi rimane quel barlume di dignità di riconoscerlo. Di prendermi in questa storia il ruolo del cattivo. E di dire: porca miseria è finita la pacchia. Se ne so accorti che li sfruttavamo.
L’altro ieri per strada una bella ragazza mi ha fermato invitandomi ad associarmi a una ONG umanitaria per adottare a distanza un piccolo e graziosissimo bambino africano. Secondo voi che cosa gli ho risposto?

16 feb. 2011

14 feb. 2011

San Valentino dei fessi (perche ti amavo ieri e ti amerò domani)


Cari amici si avvicina San Valentino, festa degli innamorati.
Ebbene, la festa degli innamorati di San Valentino è in realtà molto molto antica. Voluta da papa Gelasio I, si festeggia dal febbraio 496.
San Valentino, come molte altre feste e ricorrenze cristiane, nasconde un piccolo segreto. Fu infatti molto difficile per il clero cristianizzare l’Europa. I riti antichi e pagani facevano fatica a scomparire. Il ricorso alla violenza, o al divieto, da parte del clero si rivelò spesso inutile. Divinità, riti, antichissime tradizioni, continuavano a sopravvivere. La chiesa risolse allora il problema, in maniera ingegnosa, sovrapponendo a festività pagane festività cristiane con-simili. La parola corretta è sincretismo. Semplificando, il ragionamento era il seguente: avete l’abitudine di festeggiare una divinità femminile tipo Venere? Afrodite? Bene, allora da oggi festeggiate la Vergine Maria. Esempio: il 25 dicembre a Roma si festeggiava il Natalis Solis Invicti, ossia la nascita della divinità Mitra, di origini persiane e molto amata dal popolo romano. Mitra secondo tradizione era nata il 25 dicembre in una grotta, fu partorita da una vergine, ed ebbe 12 apostoli. (ma che copioni!)*.
Tornando a noi: festeggiamo il patrono di Terni, tale Valentino (nessuna parentela con il noto stilista) il 14 febbraio perché appena il giorno successivo, il 15 febbraio, a Roma si festeggiavano i Lupercali. Festa degli innamorati e della fecondità.
Le cose andavano così**: nel giorno antecedente i Lupercali, le donne ancora in cerca di marito scrivevano il loro nome su un biglietto che veniva messo in un grande contenitore; successivamente tali biglietti, estratti a sorte, venivano abbinati ai nomi dei maschi presenti così da formare delle coppie; queste coppie passavano insieme tutto il giorno della festività danzando e cantando; la speranza era che alla fine dei festeggiamenti alcune di esse decidessero di sposarsi.
Inoltre, il giorno stesso, due ragazzi di famiglia patrizia (i luperci), in una grotta sul palatino consacrata al dio, venivano segnati sulla fronte con del sangue di capra. Venivano poi fatte loro indossare le pelli degli animali sacrificati, le quali venivano poi fatte a strisce, e usate come fruste. Con queste ultime i due giovani dovevano correre intorno al colle colpendo chiunque incontrassero, ed in particolare le donne, le quali volentieri si facevano frustare per ottenere la fecondità.
Domanda: preferireste festeggiare questa festa o il San Valentino noto solo perché si limitava a regalare un fiore a tutte le coppie di innamorati? Fiori o danze, balli, lotterie e fruste?
Non è finita. Secondo alcuni la festa dei Lupercali derivava da una cerimonia ancora più antica e più palesemente, come dire, sincera, su i suoi reali scopi. Dedicata alla dea Lupa, il 15 febbraio le sacerdotesse di questa divinità, generosamente nude, si limitavano a indossare pelli di lupa, ululare alla luna e  praticare la prostituzione sacra. Curiosità: il loro tempio era il "lupanare" nome con cui ancora oggi si indicano i bordelli. Le stesse prostitute romane (dell’antica Roma non le odierne rumene) mantennero l’abitudine di ululare ai clienti per attirarli a loro. Da cui “l’allupato” (ma questa è solo una mia ipotesi). Poiché il rito riguardava un aspetto di un'altra dea, la dea Ecate Trivia, protettrice delle strade e degli incroci, i templi erano posti nei trivi, così come vennero poi posti nei trivi i postriboli, da cui, in epoca cristiana (naturalmente!), il termine “triviale” in senso spregiativo.
Morale della favola: siamo molto molto antichi e da molto molto tempo ci prendono per il culo.
Buon San Valentino… auuuuuuuuhhhh


* Dopo aver assorbito gli elementi di maggiore fascino del mitraismo i cristiani misero fuori legge Mitra con l’editto di Costantino del 313 d.C. Le similitudini tra i due culti erano talmente evidenti che non si poté che agire con violenza. Ancora oggi, ve lo dico per esperienza diretta, se capita di dover scrivere su questo culto si incorre facilmente nella censura. La semplice esposizione dei fatti viene ritenuta offensiva e lesiva del comune sentire religioso. Tenete presente che il Mitraismo risale al 1300 a.C. E’ quindi palese chi a copiato da chi…
 ** Plutarco ne dà una descrizione minuziosa nelle sue Vite parallele ("Vita di Giulio Cesare", cap. 61).

12 feb. 2011

Entrevista a un joven egipcio que actualmente vive en Europa. Realizada el 31 de enero de 2011



Antes de nada, gracias por aceptar esta entrevista.
Me hace muy feliz que me des la oportunidad de hablar, gracias a ti.

Me has pedido quedar anónimo, está bien. Puedes decirme cuantos años tienes?
Tengo 30 años.

Tienes 30 años y estudias en Alemania desde hace algunos meses ¿verdad?
Si, después de la carrera en ingeniería he decidido recibir un Master aquí en Alemania.

¿Cuando volviste en Egipto por ultima vez?
Volví por navidad. Me quedé poco más de un mes.

¿Y te diste cuenta de lo que estaba sucediendo?
La rabia y el descontento empezaron después de las elecciones presidenciales del 2005, pero nadie pensaba que llegaríamos a este punto. Justo antes de volver a Alemania oí de la huida de Bin Ali de Tunisia. El día después me llegó en facebook una invitación para asistir a una manifestación en El Cairo el 25 de enero. Yo no pude ir porque ya había vuelto a Alemania. Fue un amigo quien me lo mandó. Pero no pensaba que fuera algo importante, nadie lo pensaba, solo otra manifestación. Se hacen con frecuencia, nadie le da mucha importancia.

Dime como vive tu familia allí en Egipto en estos días.
Mi familia está encerrada en casa desde el martes 25 de enero. Viven con los alimentos que compraron cuando empezó la revuelta. Yo les dije que puede ser que haya otras grandes manifestaciones y por esto el sábado han comprado para guardar más comida. Las fuerzas de policía han desaparecido. Oímos que liberaron unos prisioneros y que le pidieron crear caos por doquier. Empezar incendios, robar y también matar. Llamé a mi madre el sábado por la noche y estaba llorando como una niña. Mi padre y ella viven solos y son demasiado mayores para protegerse. Por suerte la gente del barrio formó grupos de protección. Hombres y jóvenes salieron a la calle armados de cuchillos, garrotes y cualquier cosa que encontraron para protegerse ellos y a sus familias. Ahora las cosas han mejorado algo porque han conseguido echar a los delincuentes del barrio.

¿Te es difícil mantener el contacto con tu familia?
Ya no hay Internet y los móviles no funcionan desde hace dos días, pero puedo llamar mi familia a un numero fijo.

¿Cual es tu opinión sobre lo que está pasando? Los periódicos dicen que en esta rebelión participan todos, gente de todas las clases sociales. ¿Es verdad?
Si, es cierto. Yo y mi familia somos de clase medio-alta en Egipto. Tengo casa, un cuarto por cada miembro de la familia, tenemos aire acondicionado, unos coches y podemos permitirnos toda la comida que queremos; esto está considerado como muy alto para los estándares egipcios. El 50% de la gente vive bajo el umbral de pobreza. La rebelión incluye gente de todas clases, de todas las religiones e ideologías. No tiene importancia si eres rico o pobre. Solo hay mucho miedo de expresar nuestras opiniones. Hemos vivido 30 años bajo un régimen cruel, degradante y lleno de corrupción. Vi personalmente detener personas sin motivo alguno sino el ser religiosa o simplemente porque se oponían al gobierno.

Según tú, ¿esta rebelión es espontánea o hay alguien que la dirige en la sombra?
¡Es absolutamente espontánea! Empezó como una aventura y de repente parece llevar al final del régimen.

En Europa se creía que Egipto era un país relativamente tranquilo, relativamente democrático y lejos de los extremismos religiosos que caracterizan aquella área geográfica.
Mubarak es laico, pero un laico dictatorial. Quiero decir que alcohol y sexo no están prohibidos si tienes 18 años. Pero según las “leyes de emergencia” aplicadas desde el 1981 los policías tienen todo el derecho en detener cualquiera sin razón, y puedes quedarte en la cárcel durante semanas, meses y a veces años.

Antes de ponerte todas estas preguntas hablamos un poco y entre otras cosas me dijiste que eres gay. ¿Como es ser gay en Egipto?
Nunca tuvimos locales gay, pero si tenemos lugares de encuentro: algunos bares, cafeterías y algunos sitios de cruising. Internet es de todas formas el medio principal para encontrar otra gente.

Pasa lo mismo en Europa ¿sabes?
Es verdad, pero cada vez que encuentro alguien en Egipto sé que existe el riesgo de que pueda ser un policía. Todos sabemos que muchos gays han sido detenidos de esta forma. Aunque la homosexualidad no es oficialmente delito, los policías pueden culparte de producción de material pornográfico o por vilipendio a la religión.

¿Eres religioso?
Si, me considero un musulmán moderado.

¿Que es para ti ser un musulmán moderado?
Esta definición es muy relativa, cambia de persona en persona. Para mí un musulmán moderado es uno que tiene una buena tolerancia con quien es diferente de él. Yo rezo cinco veces al día, respeto el ayuno en el mes sagrado del Ramadán, pero vivo en Europa y tener amigos de culturas diferentes me gusta. Pienso que nunca habría que amar o odiar alguien sólo por su religión u etnia. Seguir los propios deberes religiosos no tiene nada que ver con el fundamentalismo. Un fundamentalista no estaría de acuerdo conmigo por supuesto.

¿Como conjugas tu religión con ser gay?
Yo soy musulmán, pero también soy gay; no por esto tengo que perder mis creencias. Yo creo en mi Dios, la religión para mí significa ser un ciudadano digno. En cualquier lugar en el que esté, tengo que contribuir en la sociedad en la que vivo y respetar a los demás, no importa lo diferente que sean.

Una última pregunta: ¿tienes miedo que esta rebelión pueda acabar con la subida de un régimen fundamentalista como en otro países del Medio Oriente?
Como ya dicho, queremos la democracia. Si un régimen fundamentalista llegara al poder sería un gran fracaso, pero si un partido religioso llegara al poder con elecciones libres, entonces esto sería la elección de todos los egipcios. Dudo que esto pueda pasar. Los egipcios no son fundamentalistas por naturaleza, hay muchos cristianos, laicos y musulmanes moderados como yo, así que no creo que Egipto quisiera ser otro Irán. Los egipcios ahora están en la búsqueda de reformas políticas y económicas, la rebelión no tiene nada que ver con la religión.


Publicada también en Uxxsmagazine febrero 2011 (pagina 12)

8 feb. 2011

Porque escribir como amar es, antes de todo, elegir... (o la balada del extranjero)


Recuerdo cuando no tenia elección. Cuando mi idioma era diez palabras y poco màs: hola, bueno, malo, que guapo, ¿donde està el baño?, un whopper menú por favor. Que si veía una peli podía decirte: “Me ha gustado” o “me ha aburrido”. Recuerdo la rabia que me daba. Recuerdo cuando descubrí el presente y luego el imperfecto, y cuando al final me atreví con el perfecto. Con el presente te conté a que me dedicaba, con el imperfecto algo divertido (porque es con el imperfecto que damos ritmo a nuestros cuentos) y con el perfecto, cauto, por fin, te conté la verdad. Recuerdo cuando pasé media hora a discutir como utilizar la frase: “dejate de pollas en vinagre” (porque es importante saber decir: ya no). Y cuanto reí con “me hace el culo Pepsi Cola” (porque también es importante saber decir: te comería). Recuerdo cuando te dije a lado de una maquina del tabaco por primera vez: “hola guapo” y cuando intenté decirte algo más y me salió una chapuza. Recuerdo también cuando en el ultimo momento, dramáticamente tarde, descubrí como se decía “correrse” (porque yo estaba convencido de saberlo como se decía ¡joder! Y fui enseguida, testarudo, a buscarlo sobre el diccionario mientras tu reías, enrollado en las sabanas, reías a carcajadas. Dejalo dejalo me decías que te he entendido y yo: que no que no que ya te lo digo como se dice que es importante). Recuerdo cuando todo era muy básico. Y no había nada que elegir . Cuando delante tu rostro carecía de palabras, y entonces tu orgullo era sin mentón, y tu timidez sin mejillas, y tus dudas sin cejas y si las fruncías, en aquella manera tan graciosa, tampoco sabia como comentártelo (y cada persona que ha amado alguien en otro idioma sabe de que hablo). Pero recuerdo también cuando, mirándote rascarte los tobillos mientras sentado a los pies de la cama intentabas despertarte, por fin, hablé (con las zapatillas y los calcetines desordenados al suelo allí a lado de la cama). Cuando te conté que tenias una valle a forma de Donut al final de tu espalda, justo antes de empezar la subida al trasero. O cuando descubrí tu manera di abrir por un instante los ojos y mirarme antes de hundirte en el sueño (como a decirme: vale me voy pero tú quedate aquí). Recuerdo cuando empecé a encontrar palabritas con las cuales reconocerte, con las cuales tocarte (como la punta del dedo con la cual ahora toco mi teclado). Y jugar con los sinónimos para elegir, por fin elegir, palabras que se pongan en circulo en torno a la única palabra que no te escribo, y que se verá (como estoy intentando hacer ahora) precisamente porque no está y ¡dedicártela!

7 feb. 2011

Se acerca el Carnaval

Carnaval en Dusseldorf, Alemania....

Revolviéndose en su tumba (La sombra aburrida)


Recibo y publico con mucho gusto esta reseña escrita por Egidio.

Esta es la critica de la película: "La sombra prohibida tiene ritmo , suspense y mucha acción”. Y más: “La dirección artística y los efectos especiales no tienen nada que envidiar a muchas películas americanas de este género.” Y todavía más: “El director logra enfrentarse a la obra del genio de Providence, superando otras producciones menos fieles a la mitología de Cthulhu, y creando una atmósfera con todos los elementos que conocemos de sus libros: sectarios, escritos prohibidos, dioses primigenios, ritos ocultistas...”
¿Que decir más? Pues nada, parece una bonita película de acción thriller con algo de horror... ¡Pues no! Esta película es una estafa! Juro que estuve a punto de pedir el dinero devuelto, pero como no me gusta hacer historias ni discutir, dejé estar, pero ahora quiero decir la mía.
Me parece genial que el director (o el guionista) haya querido crear algo en honor a aquel genio de la literatura de ciencia ficción que es H. P. Lovecraft, pero si ahora este se está revolviendo en su tumba es lo mínimo que pudiera hacer (si fuera yo, visitaría los sueños de estos seudos guionistas y/o director).
Vamos a ver, esta no es una película, sino un culebrón, como mucho (y es decir mucho, pero mucho mucho) una serie, adaptada, muy mal, hay que decirlo, al mercado del cine. El audio es el mismo de los culebrones que cada día nos machacan los huevesitos en prácticamente todas las cadenas españolas. La fotografía es muy básica, la historia se desarrolla desde un escenario fijo a otro, con breves momentos de "acción" que solo sirven a que los protagonistas lleguen al siguiente escenario fijo. Las cosas que pasan no las vemos, nos las cuentan los actores.
¿S
ectarios? ¡No se ven ni de coña! Nos hablan de ellos unos actores sentados sobre una cama, de pie en un parque, conduciendo un coche. ¿Escritos prohibidos? ¿Que? ¿Cuando? ¿Donde? ¿Dioses primigenios? No se ve nada, nada de nada. Solo al final por 3 minutos, digo 3 minutos se ve algo. Por lo restante es solo una charla sin parar.
En pocas palabras, un culebrón de casi dos horas, sin acción, intrigas, ni sexo (joé si es lo único que nos interesa en los culebrones...) historia sencilla y vista millón de veces, fotografía inexistente. Lo único que es digno (bueno... más bien es algo valorable...) es la aparición de Cthulhu, que vemos en la cartelera, por un minuto verso el final de la película.

Si vais a verla al cine procurad que os paguen la entrada... ¡los del cine a vosotros quiero decir!

1 feb. 2011

Intervista a un giovane egiziano che attualmente vive in Europa


Intervista a un giovane egiziano che attualmente vive in Europa. “Mi arrivò su facebook un invito per una una manifestazione al Cairo il 25 gennaio. Non pensai fosse qualcosa d’importante, non lo pensò nessuno, e invece…”

31/01/2010

Prima di tutto grazie per aver accettato.

Sono molto contento che mi dai l’opportunità di parlare, grazie a te.

Mi hai chiesto di rimanere anonimo, va benissimo. Puoi dirmi quanti anni hai?

Ho 30 anni

Hai 30 anni e studi in Germania da alcuni mesi mi dicevi.

Si, dopo la laurea in ingegneria ho deciso di fare un master qui in Germania.

Quando sei tornato l’ultima volta in Egitto?

Sono tornato questo Natale. Mi sono fermato poco più di un mese.

E hai avuto sentore di ciò che stava per succedere?

La rabbia e il malcontento sono iniziati dopo le elezioni presidenziali del 2005, ma nessuno pensava che saremmo arrivati a questo punto. Giusto prima che tornassi in Germania ho sentito della fuga di Bin Ali in Tunisia. E il giorno dopo mi è arrivato su facebook un invito per una manifestazione al Cairo il 25 gennaio. Io non ci sono potuto andare perche già ero rientrato. E’ stato un mio amico a mandarmelo. Ma io non pensavo che fosse niente di importante, nessuno lo pensava, giusto un’altra manifestazioni. Sono cose che succedono spesso. Nessuno gli da importanza.

Raccontami come la tua famiglia in Egitto sta vivendo questi giorni.

La mia famiglia è chiusa in casa da martedì 25 gennaio. Stanno vivendo con le scorte di cibo che comprarono quando è cominciata la rivolta. Io gli ho detto che forse ci saranno altre grandi manifestazioni così sabato sera hanno comprato altre scorte. La forza di polizia sono sparite. Abbiamo sentito che hanno liberato dei prigionieri e chiesto loro di fare un grande caos dappertutto. Incendiare, rubare e anche uccidere. Ho chiamato mia madre sabato sera e stava piangendo come una bambina. Lei e mio padre vivono da soli e sono troppo vecchi per proteggersi. Fortunatamente la gente del quartiere ha formato dei gruppi di protezione. Uomini e ragazzi sono scesi per strada con coltelli, bastoni e qualsiasi cosa potessero trovare per proteggere se stessi e le loro famiglie. Adesso le cose sono migliorate un poco perché sono riusciti a fermare queste bande che attaccavano il nostro quartiere.

E’ difficile rimenare in contatto con la tua famiglia?

Non c’è più internet, e i cellulari non funzionano da due giorni, ma posso contattare la mia famiglia a un telefono fisso.

Quale è la tua opinione su quello che sta succedendo? I giornali dicono che in questa rivolta partecipano tutti, persone di tutti i ceti sociali. È vero?

Si, è assolutamente vero. Io posso essere considerato di classe medio-alta in Egitto. Ho una casa, una stanza per ogni membro della famiglia, abbiamo l’aria condizionata, abbiamo auto private, e possiamo permetterci tutto il cibo che vogliamo; questo è considerato molto buono per gli standard egiziani. Il 50% degli egiziani vive sotto la soglia di povertà. La rivolta include gente di tutte le classi, di tutte le religioni e di tutte le ideologie. Non ha alcuna importanza se sei ricco o povero. C’è solo tanta paura di esprimere le nostre opinioni. Abbiamo vissuto per 30 anni sotto un regime crudele, degradante e pieno di corruzione. Ho visto personalmente arrestare persone senza alcuna ragione se non quella di essere religiosa o perche semplicemente si opponevano al governo.

Secondo te, questa rivolta è spontanea o c’è qualcuno dietro che la dirige?

E’ totalmente spontanea! È incominciata come un’avventura e improvvisamente sembra portare alla fine del regime.

In Europa l’Egitto era percepito come un paese relativamente tranquillo, relativamente democratico e lontano dagli estremismi religiosi che caratterizzano quell’area geografica.

Mubarak è un laico, ma un laico dittatoriale. Voglio dire che alcol e sesso non sono vietati se hai 18 anni. Ma secondo le leggi d’emergenza applicate dal 1981 i poliziotti hanno il pieno diritto di arrestare chiunque senza una ragione, e puoi rimanere in prigione per settimane o mesi, e a volte anni.

Prima di farti queste domande abbiamo chiacchierato un po’ e tra le altre cose mi hai detto che sei gay. Come è essere gay in Egitto?

Non abbiamo mai avuto locali gay, ma abbiamo di fatto luoghi o posti d’incontro: alcuni pub e caffè, e alcune zone di cruising. Internet rimane comunque il principale canale per incontrare altre persone.

Questo succede anche in Europa, sai?

Già, ma ogni volta che vado a un incontro e sono in Egitto, so che c’è un alto rischio che possa essere un agente di polizia. Tutti sappiamo che molti gay sono stati arrestati così. Anche se l’omosessualità non è ufficialmente un reato, i poliziotti possono incriminarti per produzione di materiale pornografico o per vilipendio alla religione.

Sei religioso?

Si, mi considero un mussulmano moderato.

Che cosa è per te essere un mussulmano moderato?

La definizione è molto relativa, cambia da persona a persona. Per me un musulmano moderato è un musulmano che ha una buona tolleranza per chi è differente da lui. Io prego cinque volte al giorno, e rispetto il digiuno nel mese sacro del Ramadan, ma sto vivendo in Europa e avere amici provenienti da culture diverse mi piace. Penso che non bisognerebbe mai amare o odiare qualcuno a causa della sua religione o etnia. Mantenere i propri doveri religiosi non ha nulla a che fare con il fondamentalismo. Un fondamentalista non sarebbe d’accordo con me.

Come coniughi la tua religione con l’essere gay?

Io sono musulmano, ma so anche che sono gay; non devo perdere per questo il mio credo. Io credo in Dio, la religione per me vuol dire essere un cittadino dignitoso. Dovunque io sia, devo contribuire a costruire la società in cui vivo, e rispettare gli altri, non importa quanto diversi siano.

Un’ultima domanda: hai paura che questa ribellione possa concludersi con l’avvento di un regime fondamentalista, come in altri paesi del Medio Oriente?

Come ho detto vogliamo la democrazia. Se un regime fondamentalista arrivasse al potere sarebbe un grande fallimento, ma se un partito religioso arrivasse al potere con elezioni libere allora questa sarebbe la scelta degli egiziani. Dubito però che possa accadere. Gli egiziani non sono fondamentalisti per natura, ci sono molti cristiani, laici e musulmani moderati come me, quindi non credo che l'Egitto voglia essere un altro Iran. Gli egiziani ora sono alla ricerca di riforma politiche ed economiche, la rivolta non ha nulla a che fare con la religione.


Pubblicato su: Mariomieli.org
Citato da queerblog.it

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