28 dic. 2010

Il water di mio nonno (o del Natale)

Mio nonno viveva in una grande casa di due piani in un paese vicino Napoli. Abbiamo ancora questa casa e ogni tanto tutta la famiglia va a passare il Natale li.

Nel bagno della casa di mio nonno c’è qualcosa che fa paura: il water.
E’ rosa, e stranamente largo. Nel centro, sotto l’acqua, ci trovi un enorme buco, molto più grande del normale, come un occhio rosa che ti fissa. Insomma è inquietante.
Ma la cosa veramente straordinaria succede nel momento in cui tiri l’acqua. Per incominciare: il rumore. Profondo, tremolante, rauco. Impossibile rimanere seduti senza farci caso. Ti tocca alzarti, girarti e guardare. Il rumore lo fa l’acqua che esce, non di botto ma lentamente e inesorabile. Con una intensità crescente. Quest’acqua però, questa incerta fontana, non si porta via niente, come sarebbe normale auspicarsi, ma riempie, per alcuni interminabili secondi, il water quasi fino al bordo. E tu, davanti a questo spettacolo, ti ritrovi a contemplare tutto il tuo lavoro, tutta la tua personalità marrone, galleggiante e inquietante, che sale. Ed è in questo momento, nel quale stai quasi per chiederti “ma che cavolo succede?” che prende forma, per la tua incredulità, un vortice. All’inizio ha un movimento lento, come un corteo che incomincia a sfilare verso destra. Separando ogni pezzettino della tua personalità, ogni pezzettino di carta, che cominciano a girare in un movimento regale e maestoso. Subito dopo il vortice, dopo altri due o tre giri, si trasforma in un vero tornado. Il movimento si fa più veloce, il rumore più drammatico. E tutta l’esistenza delle tue trippe sta li, correndo, danzando, quasi gridando, sempre più veloce. Ora il tornado comincia ad affondare e quanto più affonda più si fa stretto, e più si fa stretto più si fa veloce. E più si avvicina al buco. Fino a quando, in un ultimo rutto, si ingoia tutto. E rimane solo il silenzio e il Nulla.
Ancora non ho compreso se il water di mio nonno è uno scherzo della natura o una inquietante metafora della vita (o del Natale).

Antonino Pingue © 2010 Todos los derechos reservados

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