18 mar. 2010

Soldados de Tapioca



Cuelgo aquí un precioso relato de Miguel. Abajo la traducción en italiano


Bani empuja su carrito entre frascos de color belleza eterna. Todo ordenado, todo limpio. Desde las alturas una voz masculina vela por las pertenencias de los viajeros “Do not leave your baggage unattended”, ella preferiría que dijese palabras de amor ¿Palabras? Cuando pasa junto a los periódicos ojea los pies de foto. Tiene muchas horas por delante en el aeropuerto y ahora puede leer libremente, duda sobre el precio que ha pagado por ello, pero pensar en lo irreparable no arregla nada. Oye un ruido, Clinck. La máquina de bebidas se mueve al compás de las monedas. El brazo mecánico sube aparato arriba hasta la casilla B13, Pepsi Light, con elegancia desliza la mercancía ingenio abajo rumbo a la portezuela donde ¡Clonck! El cierre se abre y aparece el brebaje. Impecable maniobra propia del mundo del dutty-free donde ricos y pobres responden al last call como si se tratase del juicio final: desde los encorbatados hasta los soldados de Tapioca, pasando por esas mujeres izadas en tacones con cuerpo en forma de flecha. Bani sabe la herida que esconde bajo su sari ¿Ocultarán ellas también alguna cicatriz por querer ser como soñaban?

Mientras sube en el ascensor de cristal mira fijamente el mundo perfecto que la rodea y recuerda el olor del ácido cayendo en su piel. Tal vez los moradores del planeta dutty-free no sé preguntan nunca el por qué, el cómo o el cuándo tal y como hizo ella y fue castigada, a lo mejor esa es la clave para un mundo feliz, a lo mejor, a lo mejor, a lo mejor…

FIN
THE END
ENDE
KONIECK
FINE


Soldati di Tapioca*

Bani spinge il suo carrello fra boccettine colorate di bellezza eterna. Tutto ordinato, tutto pulito. Dall’alto una voce maschile veglia sui bagagli dei passeggeri “Do not leave your baggage unattended” dice, però Bani preferirebbe parole d’amore. Parole? Quando passa vicino ai giornali guarda le foto. Ha molte ore davanti a se da passare in aeroporto ed ora può leggere liberamente, dubita sul prezzo che ha pagato per farlo, ma pensare all’irreparabile è inutile. Sente un rumore, Clinck. Il distributore automatico si muove all'unisono con la moneta. Il braccio meccanico sale lungo la macchina fino al casello B13, Pepsi Light, e con eleganza fa scivolare ingegnosamente il prodotto in direzione della portiera dove, clonck! la chiusura si apre ed appare il beverone. Impeccabile manovra propria del mondo del dutty-free dove ricchi e poveri rispondono al last call come se si trattasse del Giudizio Universale: dagli incravattati fino ai soldati di Tapioca, passando per quelle donne issate su tacchi a spillo come fossero corpi a forma di freccia. Bani è consapevole della ferita che il suo sari nasconde. Anche quelle donne nasconderanno qualche ferita per aver voluto essere come sognavano?
Mentre sale con l'ascensore di vetro osserva il mondo perfetto che la circonda e ricorda l'odore che faceva l’acido quando cadeva sulla sua pelle. Forse gli abitanti del pianeta dutty-free non si domandano mai il perché, il come e il quando come face lei e fu punita, forse quella è la chiave per un mondo felice, forse, forse, forse

FINE
THE END
ENDE
KONIECK
FIN

* L’espressione “soldati di Tapioca” si riferisce a una nota catena di negozi di vestiti, frequente negli aeroporti spagnoli, che si chiama “Il Colonnello Tapioca”. (N.d.T.)
Barajas - foto hecha por Francesca Montuori © All rights reserved

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