26 mar. 2010

Raiperunanotte: probabilmente vi farò tutti incazzare ma io la penso così.


La scorsa settimana ero steso sul mio piccolo piccolo divano e mi guardavo su una televisione tutta scassata (la mia ex coinquilina lo sa bene) un dibattito politico qui in Spagna. Come era fatto? Molto semplice: un tavolo rotondo con seduti dei giornalisti di cui si vedeva poco più della testa, e il ministro del lavoro che rispondeva a delle domande. Una per volta. Domande non facili perché, qui, in Spagna, la disoccupazione è alle stelle e la crisi è molto forte. Poraccio, sudava!
Che cosa ho pensato in quel momento? Ho pensato che nessun politico italiano, di destra, centro, sinistra e cavolfiori, sarebbe stato in grado di sostenere una simile intervista. Non si vedeva quasi nulla di come erano vestiti, sul loro look, non potevano muoversi , accavallare le gambe, camminare, gesticolare, dire cose a effetto. Portare grafici, scrivanie, biciclette e amanti. Insomma bisognava parlare, spiegare e senza la speranza di essere interrotto dal cantante di turno, dal comico, dalla velina super sorca. No, doveva proprio rispondere alla domanda: “che se fa con questa disoccupazione, ha idee?”. E tutti zitti a ascoltarlo. Per cui o hai idee o fai la figura del coglione (e questo, apro parentesi, l’ha fatta, chiudo parentesi).
Ebbene, signori, ho visto la trasmissione Raiperunanotte, e posso dire che è una delle cose più berlusconiane che ho visto negli ultimi anni. Un vero trionfo del cavaliere e del suo modello. Protagonisti di primo livello, Benigni, il solito, Piovani che suona la sigla di Annozero (ma per favore!) Il trio medusa, Crozza che fa Brunetta e Brunetta che fa Crozza. Luttazzi che entra e il pubblico in delirio e Santoro che dice: “una presenza” (per il resto deliziosamente osceno, per questo lo amo, il caro Luttazzi) (ma chi era quel coglione che si metteva baffi finti, mentre parlava Luttazzi? Lo chiamavano Morgan? Forse sono fortunato e non lo conosco…). Un Travaglio in splendida forma, che legge con ritmo perfetto la sua cronaca giudiziaria (gravissima!), condendo il tutto, qua e la, con qualche parolaccia (l’unico dispiacere è che non avevo poppi corni in casa e me so dovuto accontentare di un po’ ti patatine… pero aho fichissimo eh!) Il pubblico, naturalmente ipnotizzato, rideva e si scandalizzava. Perche lo spettacolo rosa serve a piangere, lo spettacolo hard a masturbarsi, lo spettacolo comico a ridere, lo spettacolo politico a scandalizzarsi.
Insopportabile. Insopportabile questa sinistra che pensa che essere di sinistra significa essere un Belusconi che monta uno spettacolo più colto, più divertente, dove a suonare è Piovani, mica Pupo, dove, siccome siamo colti, abbiamo il senso dell’umorismo. Odiosi.
Cosa voglio dire: che sono contento che hanno chiuso Annozero, e Ballarò, e non so che altro, anche se non credo che servirà a molto. Santoro non è un giornalista e non sta facendo giornalismo. Travaglio non è un giornalista e non sta facendo giornalismo. Benigni non è un giornalista, però perlomeno non vuole esserlo. Il Format è tutto, e chi lo impone vince. E Santoro è l’emblema della vittoria di Berlusconi. Assomiglia a Mussolini esattamente come Berlusconi. E se Berlusconi lo vuole chiudere è solo una guerra tra spettacoli, e non tra democrazia e regime. Non fatevi illusioni!
Se per informare il cittadino che il suo presidente del consiglio è un ladro devo essere capace di reggere un monologo come Gigi Proietti, devo avere il senso del colpo di scena di un Gasman, l’amore per l’iperbole paradossale di un Totò, al di la di ciò che sto dicendo, io di fatto, sono o un idiota o un ipocrita.
Se in Italia ci sono cittadini allora non ci sarà bisogno di fare spettacolo, perché la cosa pubblica e anche nostra, e ci interessa. Mio padre quando faceva i conti a casa di fine mese, bisognava stare zitti e guai a cazzeggiare. Se in Italia invece c’è solo un pubblico, e il senso dello Stato non esiste, allora non facciamoci illusioni: lo spettacolo è ghiotto e ne vogliamo ancora. Ma lo spettacolo è tutto il baraccone, il buono e il cattivo, il porco e il moralista. Tutti in piazza che la saga continua! Gli attori sono tutti di primordine.
Importante: ho finito le patatineeeeeee!!!!

1 comentario:

  1. Lo vi anoche y quedé con el ánimo entristecido. ¿Es este el pueblo italiano? ¿En qué se diferencian los manifestantes berlusconianos de los espectadores del show “raiperunanotte”? En el diferente papel de las comparsas en cada modalidad de representación: unos son “portador de lanza” y otros “coro del pueblo”. En cuanto al reparto principal, casi todos están lamentables, incluso a los que toca el rol de intelectual. Desde España sugiere una confrontación entre plataformas digitales, llevada con mucha alharaca y al estilo del show político norteamericano. Lo que da miedo es que pueda ser también nuestro futuro.

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